Dal 4 all'8 settembre 2026 torna puntuale la nuova edizione della Fiera Millenaria, Fiera Nazionale dell’Agricoltura e dell'Agroalimentare, iscritta nel calendario ufficiale delle Fiere Nazionali Specializzate. Si svolge ogni anno a Gonzaga (in provincia di Mantova) nel mese di settembre ed è una fra le manifestazioni più antiche e longeve in ambito agricolo e agroalimentare.
Le sue origini affondano, infatti, nel lontano 1490. A distanza di secoli, la manifestazione continua a rappresentare un punto di riferimento per la valorizzazione del territorio mantovano e lombardo, con particolare attenzione al tema della sostenibilità. Ogni anno l’evento accoglie 35.000 visitatori e oltre 200 espositori provenienti da tutta Italia. Ciò che rende da sempre la Fiera Millenaria unica è la sua capacità di coniugare sapientemente la tradizione con l’innovazione, in un’ottica evolutiva che le permette di stare sempre al passo coi tempi.
A Millenaria 2026 partecipa Regione Lombardia con uno spazio espositivo, collaborando inoltre alla realizzazione della mostra interattiva che sviluppa i diversi temi della filiera di allevamento del suino e della storia del maiale.
Regione Lombardia è chiamata come sempre a svolgere il suo ruolo istituzionale rimarcando l'impegno totale nell’ambito dell’agricoltura e delle produzioni agroalimentari di qualità in un territorio agricolo per eccellenza. Nello spazio istituzionale sarà distribuito materiale informativo e saranno illustrati i progetti e le attività in materia di Promozione dei prodotti e di Educazione Alimentare.
L’edizione 2026 della Millenaria prevede un grande ritorno: la riproposizione dell’antico corteo storico che in passato caratterizzava abitualmente la Millenaria, ma che per decenni era stato accantonato. La rievocazione avrà come protagonista Francesco II Gonzaga e la moglie Isabella D’Este, che verranno seguiti da tutta la corte, dai soldati, dai cavalieri e dalle dame, dagli ecclesiastici, così come da molossi, levrieri, falchi e cavalli. A fare da contorno ci saranno perfino gli sbandieratori di Fornovo di Taro, città fortemente legata alla storia gonzaghesca.
Martedì 8 settembre, giorno della festa patronale, il corteo partirà dalla torre del mastio di Piazza Castello e si snoderà in un lungo corteggio, che raggiungerà il polo fieristico per lasciarsi ammirare da tutti i visitatori. I costumi, forniti dal Circolo Filatelico Numismatico ed Hobbistico, rappresenteranno adeguatamente l'epoca rinascimentale a cavallo fra il ‘400 e il ‘500. È proprio in questo periodo, infatti, che si verificò il noto miracolo: Francesco II cadde da cavallo e venne travolto dallo stesso. Temendo per la sua vita pregò, dunque, la Madonna, che lo salvò da morte certa. In riconoscenza alla grazia ricevuta, il marchese fece voto di erigere un convento in suo onore, oggi sede della Biblioteca Comunale, dove il corteo sosterà per ringraziare ancora una volta la Vergine nel giorno in cui si celebra e si ricorda la Sua natività. A curare la realizzazione dell’evento è il professor Giancarlo Malacarne.
Saranno inoltre organizzate quattro serate a soggetto enogastronomico dedicate alla cucina del maiale: è questa la novità culinaria che approderà nel Padiglione 0. Un nuovo punto ristoro che permetterà ai visitatori di immergersi nel sapido mondo del gusto della tradizione del maiale nei territori mantovani.
L’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi, curatrice del progetto, proporrà un “benedicto” (menù) diverso per ogni serata, con una fantasia di proposte degne di ristoranti stellati. Nel nome di Maia, antica divinità romana che ha dato origine al nome “maiale”, si incardinerà una proposta gastronomica e culturale, curata dagli chef Cornelio Marini e Barbara Bina, con la consulenza storica del professor Giancarlo Malacarne.
Negli intermezzi, tra una pietanza ed un’altra, compariranno i figuranti del Gruppo Storico Città di Sabbioneta, che allieteranno la serata ed il convivio. Un piccolo ristorante che celebra la mai sopita tradizione culinaria contadina, che ha recentemente spalancato le sue porte all’alta cucina e a cui si stanno ispirando anche i grandi cuochi contemporanei. La corte di Maia ripercorrerà, quindi, la valenza ed il piacere di determinati piatti, permettendo di viaggiare nel tempo per raggiungere una condizione di vita lontana, che continua a costituire la forza di una cucina incardinata sulle tradizioni.
INFO | PROGRAMMA | BIGLIETTERIA ONLINE |